Area biblioteca digitale: collana "Radici" pubblicazione "Si Dice a Foggia"
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di: Osvaldo Anzivino
Motti, modi di dire, proverbi del dialetto foggiano
Data di Publicazione: © 2000
Soggetto: Dialetto foggiano - Proverbi foggiani - Detti
e motti - Foggia
Descrizione Fisica: 341 pagine: ill.;
24 cm.
Collana: Radici: raccolta di testi della Provincia
di Foggia
Diritti: Claudio Grenzi editore
Bisogna ammetterlo: libri come "Si dice a Foggia" di Osvaldo Anzivino hanno un certo tasso di pericolosità. Nella raccolta dei modi di dire, dei proverbi, dei detti tipici della nostra gente, della città capoluogo e di quelle vicine, c'è infatti un tale concentrato di sapida allegria, ma anche di saggezza, da renderci persuasi del primato civile e morale dei Foggiani, della superiore attitudine della nostra stirpe a coniurare umorismo e sapienza, acume ed arguzia (…) dimenticando che in realtà a renderci così proclivi a cogliere l'intima bellezza di queste frasi contribuisce l'impareggiabile condimento della nostalgia, la circostanza che quelle voci, belle o brutte che fossero, sono quelle della nostra infanzia, del tempo dei ricordi. Intendiamoci, in alcune circostanze qualche motivo di orgoglio è oggettivamente giustificato: qualcuno vede competizione tra l'insipido e tristanzuolo "le disgrazie non vengono mai sole" e il rutilante "'a disgrazije nun face sparagne" ("la disgrazia non fa risparmio")? O tra il subdolo "ride bene chi ride ultimo" e il fatidico "'a prucessione se vedequanne s'arritira" ("la riuscita della processione si giudica dalla fine")? (...) Ma questo non è solo l'esercizio di un valente poeta e commediografo vernacolare, di un uomo che un'allegria non fatua ha reso sempreverde e gentile: è anche la testimonianza di un fervore di ricerca, di una passione di studioso. Si legga questo volume alla ricerca di una fulminante agudeza, di un ricordo perduto, di un'indicazione di studio: lo si abbia come livre de cachet o come piccola enciclopedia di settore, sarà sempre uno di quei libri dei quali si diventa amici. E chi trova un amico, come si sa, trova un tesoro.
Osvaldo Anzivino (Foggia, 1920) ha scritto e rappresentato al Teatro Umberto Giordano, all'Ariston di Foggia e in altri teatri della provincia, le commedie Vulìmece bène, Natale quando vuoi, Ribalta dialettale, Non sono professore, Un po' matti non guasta, Piccoli fiori, La scuola degli "anta"; e diverse scenette comiche dialettali tra le quali le notissime: U sciòpere, 'A tomòbbele, La prole, L'anàlese, 'A gòcce, Pumadòre l'invendòre. anzivino è anche autore dei volumi di poesia in lingua e in dialetto foggiano, da lui illustrati con disegni: Quatte passe pe Ffogge (1975);Archi sul tempo (1978); Le voci della terra - Le voci della sera, quest'ultimo con un saggio introduttivo del poeta Cristanziano Serricchio. Ha composto e depositato oltre cinquanta canzoni, musicate da autori diversi come: D. Petrilli, V. Sannoner, S. Labbozzetta, A. Amatruda, R. Garofano, A. Buonpensiero, una Ave Maria dedicata alla Madonna dei Sette Veli, musicata da S. Labbozzetta, e un canto sacro: Santa Maria della pietà con la musica del frate cappuccino Giancarlo Giannasso. Una suas canzone napoletana: Tarantella 'e na vota,musicata da V. Sannoner, premiata al Festival della canzone napoletana, tenuto a Foggia per onorare la memoria del noto musicista foggiano Evemero Nardella, e rispettivamente cantata da R. Murolo e G. Rondinella, venne incisa dalla casa discografica Fonit-Cetra.
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Le collane della Biblioteca Provinciale di Foggia sono inserite nel
catalogo di Claudio Grenzi editore.
Chiunque fosse interessato all'acquisto, può rivolgersi direttamente
all'editore: e-mail: info@claudiogrenzi.it
Indice dei volumi della collana editoriale Radici
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