Area biblioteca digitale: collana 'Terzo Millennio' pubblicazione "La solidarietà arretrata"
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Di: Stefano D'Atri
La cooperazione in Capitanata dall'Unità alla I Guerra Mondiale
Data di Publicazione: © 2001
Soggetto: Cooperazione - Capitanata - storia - 1861-1939
Descrizione Fisica: 139 pagine; 24 cm.
Collana: Terzo millennio: collana di studi della Provincia
di Foggia
Diritti: Claudio Grenzi editore
In Capitanata - area potenzialmente "fertile"- lo strumento cooperativo
fu utilizzato relativamente poco, soprattutto in rapporto agli enormi problemi
economico-sociali che la provincia aveva al suo interno. Un'occasione mancata,
quindi? In realtà, la struttura fortemente polarizzata dal punto di vista
sociale e poco "elastica" da quello economico, non sembra favorire
particolarmente l'utilizzo di un mezzo di ricomposizione sociale come può
essere considerata la cooperazione. Non solo, ma abbandonata dallo stesso movimento
nazionale, la cooperazione foggiana non seppe rispondere agli attacchi dei ceti
padronali e dei fascisti successivamente. Rimane forte, però, la sensazione
che le strutture cooperative foggiane non siano state sempre all'altezza
della situazione: incapacità di valutare a fondo i contesti in cui operavano,
inadeguatezza dei mezzi a disposizione, scarsa preparazione tecnica, come dimostra
la durata media molto piccola delle società. Quasi a simboleggiare tutto
ciò, la stessa principale caratteristica- l'atipicità, è
stata definita- della cooperazione nella provincia, ovvero l'enorme sviluppo
delle banche popolari rispetto alle altre società: in Capitanata l'associazionismo
cooperativo ha rivestito le forme delle società meno cooperative di tutte!
Certo, le conclusioni a cui si è giunti pongono nuovi interrogativi e lasciano
aperti nuovi campi d'indagine. Ma il censimento della cooperazione in Capitanata
rappresenta non solo il primo tentativo per la nostra provincia, ma anche il più
completo e strutturato per l'intero Mezzogiorno: era necessario per porre
delle basi solide e aprire la strada a nuove ricerche.
Stefano d'Atri (Foggia, 1963), laureato in Storia presso l'Università di Pisa, è dottore di ricerca in Storia Economica. Studioso dell'economia e della società pugliese in età moderna, ha pubblicato, tra gli altri, Il sale di Puglia tra marginalità e mercato: monopolio e commercio in età moderna (Salerno 2001) e La proprietà immobiliare urbana a Foggia: analisi della distribuzione sociale (1811-1865), in S. Russo (a cura di), Storia di Foggia in età moderna, Bari 1993. Sta dando alle stampe una monografia sulla distribuzione della proprietà terriera nel Tavoliere di Puglia nella prima metà dell'800. Membro della "Commission Internazionale d'Histoire du Sel" (CIHS) e dell'Istituto meridionale di storia e scienze sociali (IMES), svolge le sue ricerche presso il Dipartimento di Scienze Storiche e Sociali dell'Università degli Studi di Salerno dove ha usufruito di una borsa biennale di ricerca post-dottorato.
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all'editore: e-mail: info@claudiogrenzi.it
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