Area La Biblioteca: linee guida della Biblioteca.

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Biblioteca Provinciale di Foggia - La Magna Capitana



Linee guida 2002

In occasione del Congresso nazionale dell'A.I.B. del 1974 che si teneva a Foggia il direttore del momento, Angelo Celuzza, enunciava la missione della biblioteca provinciale di Foggia che proprio in quella occasione inaugurava la nuova sede appositamente progettata e realizzata.

La fisionomia della nuova biblioteca si delineava sulle suggestioni della public library quale luogo di diffusione della cultura senza censure e, quindi, di presidio della democrazia. Quelle suggestioni bene si intonavano con l'azione meridionalistica rivolta ad estendere le biblioteche di pubblica lettura nel territorio e nelle aree rurali. Nasceva una biblioteca in perfetto equilibro tra conservazione (che trovava nel grande deposito e nella sezione dei fondi speciali e locali i punti più qualificanti) e innovazione (che trovava nelle quattro aree a scaffale aperto - ragazzi, adulti, consultazione, periodici - i luoghi più immediatamente fruibili).

Gli elementi più spinti di innovazione erano assicurati dalla fonoteca che copriva finalmente un'area - quella musicale e audio - scarsamente valorizzata in precedenza e dal progetto di automazione che introduceva i primi momenti di adeguamento tecnologico nella catalogazione.

Un ruolo particolare le era affidato dal centro rete che doveva consentire alla provinciale di assumere un carattere particolarmente innovativo per quel che riguardava la cooperazione interbibliotecaria con le altre biblioteche pubbliche della provincia in un quadro di specializzazione di funzioni che avrebbe dovuto vedere nella nascita nel capoluogo di alcune biblioteche rionali il coronamento di un sistema bibliotecario integrato, diffuso sul territorio.

La missione della biblioteca provinciale definita nel 1974 è stata per l'ultimo quarto di secolo il punto di riferimento dell'azione dei bibliotecari foggiani.

Oggi che le condizioni politiche, sociali, culturali ed economiche che sorreggevano quella ipotesi sono da tempo mutate si è reso necessario riscrivere il contratto culturale con i lettori e aggiornare la missione della biblioteca.

La biblioteca è un organismo che cresce dice nella sua quinta legge Ranganathan. Nella sua semplicità lo spirito di questa legge delinea la più ardita complessità del fare biblioteca a Foggia alle soglie del XXI secolo.

L'utenza ci ha chiesto una biblioteca con orari di apertura più ampi, in grado di fornire le ultime novità librarie e di sviluppare processi informatici e telematici, ma anche capace di dialogare con il territorio con metodologie diverse, più amichevoli e disponibili. In qualche modo veniva espressa la necessità di una più aderente politica delle collezioni della provinciale e veniva sollecitato il ritorno ad un ruolo di coordinamento fra le diverse realtà bibliotecarie locali.

Quei suggerimenti hanno fatto nascere fra i bibliotecari foggiani l'idea di una biblioteca, che pur non abbandonando le funzioni di public library con una grande area di consultazione ed una di conservazione fosse in grado di prospettare una struttura originale e più sensibile oltre alla domanda espressa anche a quella potenziale ed inespressa.

Non più solo una biblioteca di studio né una nuova biblioteca specializzata, o civica, o speciale, bensì una biblioteca diversa e complementare rispetto a tutte queste: una biblioteca che dichiara la sua vocazione lettorecentrica. D'altra parte la ricca dotazione libraria della biblioteca provinciale, la struttura edilizia appositamente disegnata e l'elevato numero di posti disponibili consentono alla Magna Capitana di assolvere a questa funzione appena indicata.

La riorganizzazione degli spazi e la nuova politica delle collezioni e dei servizi non poteva ovviamente essere pensata se non ispirandosi anzitutto, per un confronto critico, alle migliori esperienze analoghe, in atto o in corso di realizzazione in Italia e in Europa. Il maggior debito sul piano dell'organizzazione concettuale di queste linee guida si deve a Giovanni Solimine, Massimo Belotti, Riccardo Ridi e al progetto della BEIC, la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura di Milano, che è stato in molte parti letteralmente “saccheggiato” nella fase di stesura definitiva di questa relazione, proprio perché si sono condivisi a fondo i principi, le metodologie e le strategie organizzative.

Le Linee Guida, approvate dalla Giunta Provinciale con proprio atto del 2002, sono diventate gli assi portanti della Biblioteca Provinciale per il prossimo decennio.

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ultima modifica 6 settembre 2006

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