Area la Meravigliosa Capitanata

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Basilio Boioannes

Catepano

(in Capitanata, 1017-1028)

Informazioni generali:
La Puglia all'arrivo del catepano Basilio Boioannes

Dopo la morte dell'imperatore bizantino Niceforo II Foca, assassinato nel dicembre 969 dal suo successore Giovanni I Tzimiskes, l'interesse dei sovrani bizantini per la difesa dei propri territori in Italia diminuì poiché gli interessi militari volgevano più direttamente ai confini settentrionali e orientali dell'Impero. I domini bizantini dell'Italia meridionale (Puglia, Lucania, Calabria), costituiti da Niceforo II fra il 956 e il 970 nel cosiddetto "Catepanato d'Italia", rimasero così sguarniti, difesi dalle sole capacità di catepani e strateghi dai vivi attacchi degli imperatori di Sassonia, degli Arabi, dei Longobardi e dei Normanni. Significativa era a tal riguardo la situazione della Capitanata, parte settentrionale del "thema" di Longobardia, che a seguito della guerra greco - gotica e dei numerosi attacchi che ne avevano stravolto le realtà economiche e sociali si presentava ampiamente provata nel suo spopolamento, nella distruzione degli abitati, nell'abbandono degli antichi municipi romani. Verso la fine del X secolo il catepano Calociro Delfina, per far fronte all'indebolimento difensivo di questa parte del catepanato, intervenne militarmente riconquistando Ascoli (nel dicembre 982) ed includendo nei territori bizantini i centri di Lucera, (il cui primo documento datato secondo la cronologia bizantina risale al 983), Lesina e forse anche Termoli ed Ascoli.

Nel 1009 la situazione mutò in una fase decisamente critica quando il barese Melo e suo cognato Datto provocarono in Puglia una vasta rivolta contro l'autorità bizantina; da Bari i moti si estesero rapidamente all'Alta Valle del Bradano, nella regione di Montepeloso, nel materano. Restano ancora oscure le cause dell'insurrezione, forse nata a seguito dell'insoddisfazione popolare verso l' amministrazione bizantina; ignote anche la condizione sociale e le origini stesse di Melo; Giovanni Skylitzes scrive che fosse "potente fra gli abitanti di Bari". Il nome Mel, diminutivo di Ismahel, risulta frequente nei documenti baresi e soprattutto fra la popolazione armena e a Bari, con la seconda riconquista bizantina del Meridione, si stabilirono nel territorio anche molti armeni, spesso impiegati come soldati e funzionari civili; Melo potrebbe essere quindi un nobile di stirpe armena. La tenacia di Melo fomenta sempre più la rivolta ma nel marzo del 1010 l'arrivo del catepano Basilio Argiro Mesardonites con una folta milizia al seguito si rivela determinante: dopo l'assedio di Bari durato due mesi, la rivolta si spegne, grazie al catepano, nell'estate del 1010. Melo riesce comunque a fuggire segretamente dapprima verso Ascoli e poi a Benevento, si sposta poi a Salerno e si stabilisce infine a Capua; la moglie Maralda e il figlio Argiro ancora bambino, rimasti invece a Bari, vengono fatti prigionieri e condotti a Costantinopoli; Datto, dopo aver raggiunto Montecassino, viene posto dal pontefice Benedetto VIII, nel 1012, a capo di un contingente militare normanno presso una fortificazione sul Garigliano nota poi come Torre Datto. La rivolta però risorge nel 1016, dopo la partenza del Mesardonites, e nel 1017 Melo, dopo aver meditato e pianificato lungamente il suo ritorno, si muove col suo esercito verso il confine meno protetto del catepanato, quello settentrionale. Il suo obiettivo è quello di farsi strada in un territorio a lui già noto e sconfiggere i greci nel Tavoliere per poi puntare verso Bari. Secondo la suggestiva ricostruzione storica del poeta medievale Guglielmo di Puglia, tratta dal suo poema in onore di Roberto il Guiscardo, Melo avrebbe organizzato la sua seconda spedizione dopo un incontro, avvenuto presso il santuario di San Michele sul Gargano, con un gruppo di pellegrini normanni di ritorno dalla Terra Santa che egli avrebbe convinto ad unirsi per costituire un esercito antibizantino. È storicamente certo, comunque, che anche a seguito dei successi di Melo iniziò ad intensificarsi maggiormente la presenza normanna nel Meridione e ciò costituiva per i Greci una considerevole minaccia per la propria presenza. Il nuovo catepano Leone Tornikios detto Kontoleon, per fronteggiare l'avanzata di Melo, affidò il comando dell'armata greca al suo luogotenente Leone Pacianus ma nella primavera del 1017 i bizantini vennero duramente sconfitti nel corso di sanguinose battaglie tra cui quelle di Arenula, Civitate, e quella avvenuta in località S. Giusta (a 5 chilometri a est-sud-est dell'abitato di Vaccarizza). Nell'agosto del 1017 il catepano viene richiamato in patria e a dicembre dello stesso anno, per volontà dell'imperatore Basilio II che voleva costituire una valida difesa militare bizantina nell'Italia meridionale, viene inviato a Bari, come "protospatario e catepano d'Italia", il bizantino Basilio Boioannes, con una grande quantità di oro e rinforzi militari. Ciò è quanto riportano le fonti medievali storpiando molto di frequente il nome Boioannes in: Boiannes, Boiano, Bugano, Bugiano e Vulcano, come Lupo Protospatarius che nei suoi Annales scrive: "Descendit Basilius catepanus, qui est Bugianus, et Abalanti patricius mense Decembris" (Il catepano Basilio, che è Bugiano e signore di Abalante, discese nel mese di dicembre) (secondo un'altra versione: Il catepano Basilio, che è Bugiano, discese nel mese di dicembre ed anche il patrizio Abalanti", Guglielmo di Puglia : "Multa Graecorum cum gente Basilius ire Iussus, in hunc audax anno movet arma sequenti, cui catapan facto cognomen erat Bagianus" (Basilio, ordinatogli di andare con molta gente dei greci, fiero di ciò muove l'esercito l'anno seguente, il catepano a cui era stato dato il cognome di Bagiano) e Romualdo Salernitano: "Per idem tempus Basilius et Constantinus frater eius Constantinopolitani cattolici imperatores catipanum suum nomine Bugano magna cum thesauri pecunia direxerunt ut Apuliam cum circumquaque regionibus sibi vendicaret ac imperiali iuri componeret" (Nello stesso periodo, Basilio e suo fratello Costantino, imperatori cattolici di Costantinopoli, inviarono il loro catapano di nome Bugano con molti denari del tesoro affinché rivendicasse la Puglia con le regioni circostanti e disponesse col diritto imperiale). Scelto come nuovo catepano per i suoi riconosciuti meriti, il Boioannes si rivelerà da subito un abile stratega politico e militare nello scenario critico del momento.

Autore: Tommaso Palermo

Data aggiornamento: 23 dicembre 2008

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