Area la Meravigliosa Capitanata

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Basilio Boioannes

Catepano

(in Capitanata, 1017-1028)

Approfondimento:
Regesto dei diplomi del catepano Basilio Boioannes

(si veda: V. VON FALKENHAUSEN, La dominazione bizantina nell'Italia meridionale dal IX all'XI secolo, Bari 1978, pp.193-200)

1018 (febbraio): Confirmatio omniunm preceptorum per il monastero di Montecassino.
Il Boioannes conferma, su ordine imperiale, degli scripta sigillia rilasciati da funzionari bizantini per il monastero di Montecassino. Il testo, contenuto nella traduzione latina del Registrum Petri Diaconi, mostra alcune anomalie: non presenta infatti alcuna designazione del documento e la breve corroboratio non corrisponde alle formule d'uso dei documenti rilasciati da funzionari bizantini, inoltre nel documento sono confermati due privilegi successivi al 1018 (il privilegio del turmarca ed episkeptites Falco del 1021 e quello del catepano Poto Argiro dell'anno 1032). L'insieme delle suddette incongruenze porta alla deduzione di una eventuale manomissione, potenzialmente eseguita anche per mano di Pietro Diacono, di un documento originale del Boioannes.
1019 (giugno): engrafon per gli abitanti di Troia.
Il catepano Boioannes fissa, alla presenza di funzionari bizantini, i confini del territorio di Troia. Diploma pervenutoci solo nella traduzione di Pasquale Baffi, è anch'esso un possibile falso, ne supportano l'ipotesi il fatto che i titoli dei funzionari figurino non in greco bensì in latino ed in una fantasiosa traduzione.
1021 (inizio): Ambasceria a Pandolfo IV di Capua.
Di questo diploma esiste soltanto una menzione negli scritti di Leone Ostiense. In esso il Boioannes avrebbe chiesto al sovrano longobardo Pandolfo IV di Capua, tramite una cospicua donazione in denaro, la concessione di entrare nel suo territorio per poter catturare Datto, cognato di Melo, presso la torre sul Garigliano.
1021 (prima di giugno): preceptio a Falco di Trani.
Il Boioannes assegna al monastero di Montecassino e al suo abate Atenulfo, tramite una preceptio al turmarca ed episkeptites Falco di Trani, i possedimenti tolti al ribelle Maraldo di Trani. Il contenuto del documento perduto si evince dallo scriptum traditionis del turmarca Falco a favore del monastero di Montecassino; in esso si fa menzione del Boioannes che avrebbe redatto il documento di donazione.
1021/22: sigillion per Basilio di Costantinopoli.
Il diploma è una donazione di una casa nei dintorni della chiesa di S. Maria de Metizza a Bari al lorikatos e protomandator epìton Basilikonarmamenton Basilio o tu Krommudu di Costantinopoli, per le sue benemerenze.
La menzione del diploma è contenuta nel documento di vendita di Basilio dell'anno 1032.
1023 (aprile): upònmena per il monastero di S. Maria del Rifugio presso Tricarico.
Conferma dei sigillia conferiti da catepani bizantini al monastero di S. Maria del Rifugio concernenti il possesso di un korìon. Dell'originale esiste soltanto una copia del Mons. Assemani contenuta nel cod. vat. lat., 7401, foll. 256 r-258 r.
1024 (gennaio): charta per gli abitanti di Troia.
Diploma contenente copia del documento sui confini territoriali di Troia con il privilegio supplementare di versare alla curia imperialis una tassa annua di 100 solidi skiphati. Il testo ci è giunto soltanto in traduzione latina e in tre versioni: quella fatta eseguire dal vescovo Giacomo Aldobrandini da un originale custodito a Troia (Firenze, Bibl. Naz., cod. Magliabbecch., XXX-41, fol.3), quella stilata nel ‘700 dal canonico troiano Vincenzo Aceto e quella di Pasquale Baffi.
Con molta probabilità il documento era un falso d&'età normanna; viene realizzato infatti come copia del documento citato del giugno 1019 senza alcuna introduzione esplicativa o citazione di nuovi testimoni e con l'aggiunta di una tassa ricognitiva che viola le consuete norme fiscali dell'amministrazione bizantina. Anche le indicazioni cronologiche del protocollo non corrispondono a quelle dell'uso bizantino.
1025 (dicembre) o 1026 (dicembre): sigillum per il monastero di S. Giovanni in Lamis.
Il catepano Boiannes dona al monastero e al suo abate Pietro o Poto, beni terrieri nella parte sud-occidentale del Monte Gargano.
Il documento, inserito in traduzione latina in un privilegio del conte Enrico di Monte S. Angelo per il medesimo monastero, presenta per la prima volta il titolo di "catepano Italie et Calabrie".
1017 (dicembre) - 1028 (fine): preceptum per il monastero di S. Pietro Apostolo
Con questo diploma il Boioannes conferma al monastero di S. Pietro Apostolo di Torremaggiore nella diocesi di Civitate i suoi possedimenti e gli conferisce l'immunità.
Il documento è citato in un privilegio di Roberto il Guiscardo per il medesimo monastero dell'anno 1067, a sua volta riportato nel diploma di conferma di re Tancredi del 1192.
1017 (dicembre) - 1028 (fine): lettera (deprecativas et oratorias litteras) a due monaci.
Il catepano scrive ai monaci Ilario e Leonzio di Turri pregandoli di venire da lui a Bari. La lettera, secondo quanto riportato nella Vita Sancti Vitalis, sarebbe stata scritta da un catepano che, sulla base degli elementi contenuti nel testo, dovrebbe essere identificato certamente col Boioannes.

Autore: Tommaso Palermo

Data aggiornamento: 23 dicembre 2008

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