Link rapidi: vai al menu della biblioteca vai al menu della biblioteca | vai ai contenuti

Percorso: Biblioteca Provinciale di Foggia > Sistema Bibliotecario > biblioteche partner

logo del Sistema bibliotecario di Foggia

accesso all'area riservata

stemma di San Marco in Lamis Biblioteca del Convento di San Matteo
"P. Antonio Fania"
di San Marco in Lamis

La biblioteca

Storia

Nel 2005 la biblioteca di San Matteo compie cento anni

La sua vita si identifica con quella del Santuario di San Matteo, di cui è emanazione. Già dall'inizio del sec. XX, al ritorno dei Frati a San Matteo dopo la forzata lontananza dovuta alle vicende risorgimentali, la biblioteca fu avvertita come la naturale prosecuzione del Santuario.
Nacque come esigenza dello Studio di Teologia da poco istituito. Il suo primo catalogo contava solo 250 volumi.

Uno degli artefici più convinti e tenaci fu P. Diomede Scaramuzzi (foto), di San Giovanni Rotondo, giovanissimo e non ancora sacerdote, già autore di pregevoli opere di teologia. Il P. Scaramuzzi per tutta la vita ha sentito la magia di questi luoghi così densi di profumi; al finire dei suoi giorni, ricordando tanta grazia, offrì al convento di San Matteo, insieme ai suoi ultimi pensieri, anche la sua preziosa biblioteca accumulata in tanti anni di ricerche e di studi.

Nel 1937 la Biblioteca aveva quasi 7.000 volumi che nel 1939 crebbero ad oltre 15.000. Da quel momento la Biblioteca cominciò a interessare anche il mondo della cultura laica, le Università, gli Istituti di ricerca.

Convento di Santa Maria delle Grazie (San Giovanni Rotondo) con Padre Pio da Pietrelcina e P. Raffaele da S. Elia a Pianisi (1953)Tra il 1960 e il 1970 l'idea maturò con l'aiuto di intellettuali di grande valore, attenti alle pontenzialità culturali dei Frati Minori di Puglia.
Fra questi amici, ci è caro il ricordo del prof. Angelo Ciavarella, Direttore della Biblioteca Palatina di Parma, del prof. Antonio Quacquarelli dell'Università di Bari, del prof. Antonio Caterino sovrintendente ai beni librari della Puglia, dei fraterni amici prof. Tommaso Nardella e prof. Pasquale Soccio.

Nel Capitolo Provinciale del 1970 fu stabilito di concentrare i fondi librari dimenticati dalle soppressioni e ancora giacenti nei vari conventi in tre grandi Biblioteche site nei conventi di San Matteo a San Marco in Lamis, della Madonna della Vetrana a Castellana-Grotte e in quello di San Giovanni dei Gelsi a Campobasso.

Una sala della biblioteca come si presentava all'origineIl rapporto fortemente propositivo stabilito tra il mondo laico e i religiosi francescani di San Matteo è stato il binario principe su cui la Biblioteca si è sviluppata e si è arricchita di molteplici interessi, dotandosi, nonostante le endemiche debolezze strutturali, di una capacità di sopravvivenza che va ben oltre le alterne fortune, le debolezze degli operatori e la consueta scarsità di mezzi.
In rapida sintesi ricordiamo alcuni avvenimenti che hanno dato impulso a questo gioco di reciproci stimoli fra laici e religiosi.

L'istituzione delle Regioni a statuto ordinario aveva dato forte impulso agli studi delle realtà locali destando l'interesse anche per le cose francescane. Soprattutto la storia delle fondazioni conventuali fu studiata come elemento importante per la valutazione di tendenze spirituali, assetti economici, sviluppi urbanistici. Il rapporto fra insediamenti francescani e territorio si rivelò notevolmente fecondo.

Foto di repertorio del 1974:  anniversario della morte di San BonaventuraIl centenario della morte di San Bonaventura nel 1974 , come già qualche anno prima quello della morte del Beato Giovanni Duns Scoto, diede maggiore profondità all'interesse per gli studi francescani già consolidatisi anche nelle Università meridionali. Più ancora questa tendenza si rivelò positiva col l'800° anniversario della nascita di San Francesco nel 1981, come lo era stata in occasione del 750° anniversario della morte nel 1976.

Furono redatte molte tesi di laurea, ci furono collaborazioni importanti sia nei convegni di studio che nel campo dell'editoria. La biblioteca si trasformò in cenacolo dove ancora oggi gli studiosi ricercano, progettano, discutono. La Fraternità Francescana di San Matteo si è trasformata in una sorta di Fraternità allargata dove chiunque, dallo studioso di fama allo studente universitario al giovane liceista si trova a casa sua.

Tutto ciò diede i suoi frutti migliori in occasione del IV centenario della presenza dei Frati Minori a San Matteo nel 1978. Il centenario fin dall'inizio fu inteso come l'occasione per iniziare un'azione culturale più organica in rapporto molto stretto con le istituzioni culturali del territorio e con le Università. Furono celebrati i Convegni di studio del 1978 del 1979 e del 1980 e pubblicati i relativi Atti toccando alcune importanti piste di ricerca, la storia, l'archeologia e il francescanesimo, che in seguito divennero oggetto di ricerche più sistematiche nei convegni di San Severo e in altre iniziative di lungo respiro.

Nella galleria della sala di lettura fu aperta l'esposizione archeologica. Iniziarono le prime mostre della Bibbia dapprima in modo timido e occasionale, poi con maggiore frequenza e qualificazione.
In tutto questo movimento i laici si assunsero, tra l'altro, le funzioni di collegamento con gli istituti Universitari e con gli studiosi, e quelle più dimesse ma altrettanto importanti di correttori di bozze, disegnatori, fotografi, meccanici, elettricisti, ecc.

Intanto la biblioteca cresceva. Furono trasferiti i restanti fondi antichi conventuali di Ascoli Satriano e Manfredonia. Arrivarono anche cospicue donazioni da famiglie di diverse località della Capitanata.
Nello stesso tempo crescevano di numero e di consistenza le varie collezioni di beni culturali.
Il trasferimento di questi beni dai vari conventi nella biblioteca di San Matteo fino a verso il 1980 aveva avuto un flusso del tutto occasionale ed episodico. Da quella data, d'accordo con i superiori, fu progettato e attuato un vero e proprio salvataggio sistematico da conventi dove tali oggetti non avevano più una funzione di servizio e dove, nello stesso tempo, non era più possibile garantire un minimo di adeguata conservazione e di sicurezza. Arrivarono a San Matteo un gran numero di dipinti, statue, reliquiari e suppellettile varia di chiese e di conventi. La collezione più importante messa insieme in questi anni è quella dei paramenti sacri antichi arrivata a oltre 500 pezzi singoli.

Settori

La biblioteca è articolata in tre grandi ambienti siti su due differenti livelli.

La sala di consultazione (struttura della sala, documento pdf Kb. 87), è costituita da un salone di circa 30 metri di lunghezza posto al primo piano del convento sul lato di mezzogiorno.

La sala, di forma irregolare, è scandita da archi di diversa apertura e direzione che, in contrappunto con gli scaffali, danno origine ad angoli straordinariamente raccolti ed efficienti dove trovano spazio gli studiosi, le scolaresche e gli operatori. Dalla sala di consultazione si accede, sullo stesso piano, alla Galleria dei Benedettini dove un groviglio di archi e di pilastri apparentemente disordinati ospita una delle più preziose collezioni della biblioteca, la raccolta archeologica. Questi locali per lunghi secoli sono stati il ricovero delle pecore del convento.

Dalla sala di consultazione una scala di grande suggestione porta alla Galleria dei Pastori (struttura della sala, documento pdf Kb. 86), anch'essa posta a mezzogiorno, ma a pian terreno. E' un grande ambiente di circa 30 metri, scandito in cinque aule divise da archi.

Gli scaffali pieni di libri non impediscono di riconoscere i segni che secoli di attività pastorale hanno lasciato sui muri e sul soffitto. La sala, infatti, è stata l'ovile attivo del convento fino al 1948. L'entrata della biblioteca è posta a oriente sul piazzale del convento in un ampio cortile esterno delimitato da una cancellata in ferro.

Il corridoio d'ingresso ospita degli armadi che conservano la raccolta dei paramenti antichi. Sulla parete destra del corridoio s'apre la sala P. Michelangelo Manicone (struttura della sala, documento pdf Kb. 85), uno dei depositi della biblioteca. In questo locale fino al 1965 erano ospitati i cavalli del convento.

In fondo al corridoio, sempre sulla destra, un arco delimitato da cancello in ferro immette nel Lapidarium medievale dove sono conservati i frammenti architettonici scolpiti dell'antica abbazia benedettina di San Giovanni in Lamis, oggi Convento di San Matteo. Fino al 1980 circa questo piccolo e bellissimo locale era la cantina del convento.

Patrimonio

La Biblioteca è ricca di oltre 70.000 volumi. Il fondo antico, che comprende i libri stampati tra la fine del sec. XV e il 1830, costituisce quasi la metà dell'intero patrimonio e possiede, fra l'altro, 10 incunaboli, 200 cinquecentine e circa 1000 seicentine. La sua emeroteca è di circa 300 testate fra quotidiani e riviste.

La Biblioteca è aperta al pubblico ed è dotata di accesso direttamente dal piazzale del convento. Agli studiosi viene offerto un adeguato servizio di assistenza che comprende, a richiesta, anche una guida alla lettura dei documenti e l'opportuno aiuto per stabilire contatti con altri studiosi ed istituti di ricerca.

Data di aggiornamento: 19 settembre 2007

torna su

Informazioni

Denominazione

Biblioteca "P. Antonio Fania"

Indirizzo

Convento di San Matteo

71014 San Marco in Lamis (FG)

Accesso e orari

Per la consultazione,
dal lunedì al venerdì:
dalle ore 9:00 alle ore 12:30
dalle ore 16:00 alle ore 19:00

Orari visite scolaresche
(su prenotazione):
dal lunedì al venerdì

dalle 9,00 alle 12,00

Orari visite famiglie
Giorni festivi:

dalle ore 16:00 alle ore 20:00

Orari visite di pellegrini:
a richiesta

(eccetto la mattinata dei giorni festivi)

Cataloghi del Sistema

Il logo dell'opac
Catalogo

percorso di navigazione